L'ultima assemblea di Marcegaglia
Anche Confindustria si unisce al coro pro crescita
"Semplificazioni e liberalizzazioni subito! Infrastrutture subito! Riforma fiscale subito!". Lo ha detto questa mattina la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso dell'intervento all'Assemblea annuale degli industriali. "A poche ore dal voto dei ballottaggi - ha aggiunto la Marcegaglia - se il risultato elettorale convincerà governo e maggioranza di avere davanti a sé ancora due anni di lavoro la loro agenda deve concentrarsi su un'unica priorità: la crescita". Leggi Consigli utili a Tremonti per una virtuosa manovra non depressiva - Leggi Sempre più ardua la via tra rigore tremontiano e crescita indispensabile
22 AGO 20

"Semplificazioni e liberalizzazioni subito! Infrastrutture subito! Riforma fiscale subito!". Lo ha detto questa mattina la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso dell'intervento all'Assemblea annuale degli industriali. "A poche ore dal voto dei ballottaggi - ha aggiunto la Marcegaglia - se il risultato elettorale convincerà governo e maggioranza di avere davanti a sé ancora due anni di lavoro la loro agenda deve concentrarsi su un'unica priorità: la crescita".
La Marcegaglia, al termine del suo mandato, su unisce con veemenza alle pressioni sul sul governo arriva da tutte le parti: imprenditori e istituzioni, dalla Banca d’Italia all’Istat passando per la Corte dei Conti. Gli stimoli allo sviluppo non possono venire dal bilancio dello stato, né attraverso le uscite né con le entrate che l’anno scorso sono cresciute grazie alla lotta all’evasione, diventata ormai, ha sottolineato negli scorsi giorni la Corte dei Conti, la fonte principale per reperire nuove risorse: 63 miliardi. Le “ganasce” fiscali sono strette e lo resteranno. Non resta che agire con maggior lena su riforme all’insegna di liberalizzazioni, deregolamentazioni, e magari privatizzazioni.
La Marcegaglia, al termine del suo mandato, su unisce con veemenza alle pressioni sul sul governo arriva da tutte le parti: imprenditori e istituzioni, dalla Banca d’Italia all’Istat passando per la Corte dei Conti. Gli stimoli allo sviluppo non possono venire dal bilancio dello stato, né attraverso le uscite né con le entrate che l’anno scorso sono cresciute grazie alla lotta all’evasione, diventata ormai, ha sottolineato negli scorsi giorni la Corte dei Conti, la fonte principale per reperire nuove risorse: 63 miliardi. Le “ganasce” fiscali sono strette e lo resteranno. Non resta che agire con maggior lena su riforme all’insegna di liberalizzazioni, deregolamentazioni, e magari privatizzazioni.
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